Solidarietà a Liliana Segre

Liliana Segre sotto scorta.

INDIGNAZIONE, VERGOGNA, ALLARME: DOVE SIAMO FINITI?

Predicazione di odio e di paure, creazione fittizia dei nemici da indicare all’ostilità preconcetta di odiatori seriali, impunità garantita dalla non osservanza delle leggi vigenti, razzismo verso i migranti, antisemitismo, macchine del fango organizzate ed efficientissime, revisionismi e negazionismi dilaganti, provocazioni e attentati quasi quotidiani da parte dei nuovi fascisti variamente camuffato o addirittura conclamati, spudorate negazioni della storia, fake news: solo alcuni sintomi di un imbarbarimento crescente della nostra vita civile che sta perdendo buon senso, rispetto delle persone e delle loro storie, capacità di convivenza e di accoglienza, senso della collettività.
Che le istituzioni siano costrette a proteggere Liliana Segre è il segnale di un male profondo che sta uccidendo la nostra società, sempre più confusa e smarrita. Ma è anche il risultato infamante e vergognoso del virulento affermarsi di idee e concezioni di stampo nazifascista.
Ma la solidarietà, l’affetto, la considerazione, la vicinanza di tutti i cittadini, delle istituzioni, dell’ANED e di tutti i democratici per Liliana Segre costituisce il migliore scudo protettivo contro la volgarità e l’inciviltà di chi la offende e la minaccia.

A 75 anni dalla conclusione del più sanguinoso conflitto mai avvenuto, ANED – l’associazione degli ex-deportati nei campi nazisti che rappresenta tutte le deportazioni – vuole denunciare con la forza l’oblio che sta calando sui responsabili delle tragedie di allora che oggi — nascosti sotto le spoglie del sovranismo — stanno rialzando la testa: fascisti, nazisti e loro sodali e complici.

Memoria e Storia, consapevolezza e coscienza civile, conoscenza e riflessione, si stanno perdendo in un caos generale, dove sta prevalendo l’uso della violenza verbale e fisica e dove chi urla di più diventa il portabandiera di riferimento di una tifoseria da stadio, acritica e brutale.
ANED ricorda il Giuramento di Mauthausen, in cui i superstiti delle vittime del nazismo auspicarono un nuovo mondo di pace e di solidarietà, e invita — istituzioni, forze politiche, società civile, organizzazioni e associazioni democratiche —prima che sia troppo tardi, a dire tutti assieme “BASTA CON L’ODIO SOCIALE”.
Le leggi per contrastare la deriva della nostra società ci sono: bisogna applicarle!

Comunicato dell’ANED – Casa della Memoria
Ente morale D.P.R. 5 -11-1968 N.1377
Via Federico Confalonieri, 14 – 20124 Milano
ANED – Associazione Nazionale Deportati nei Campi Nazisti
www.deportati.it
Milano, 7 nov. 2019